Per brand e seller, non si tratta di un semplice aggiornamento di contenuto. L’impatto riguarda posizionamento, SEO, conversione e governance operativa dei listing. I titoli dovranno catturare l’attenzione con meno parole, le keyword dovranno essere redistribuite e i listing non conformi rischiano di avere titoli generati automaticamente.

Nuove linee guida titoli Amazon: come mantenere visibili i listing
Le nuove linee guida sui titoli Amazon cambiano il modo in cui i brand devono prioritizzare le informazioni dei prodotti. I titoli, che per anni hanno avuto una lunghezza massima di 200 caratteri, saranno limitati a 75 caratteri a partire dal 27 luglio 2026. Le informazioni restanti dovranno essere inserite nel nuovo campo “Item Highlights”, che consente di aggiungere fino a 125 caratteri.
Quali sono i principali cambiamenti
La novità principale è chiara: il titolo diventa più breve. Al posto dei consueti 200 caratteri, saranno disponibili solo 75 caratteri. Questo significa che non sarà più possibile inserire numerose keywords e informazioni di prodotto, come claim o USP.
Proprio per questo, Amazon introduce il campo “Item Highlights”, dove poter inserire le informazioni che in passato venivano incluse nel titolo. Nel complesso, restano quindi disponibili fino a 200 caratteri totali tra titolo e Item Highlights; cambia però la struttura. Il titolo comunica l’informazione principale, mentre gli Item Highlights presentano USP, benefit o keywords secondarie.
Un esempio: un titolo come “Lasting Finish Lipstick 286 Hot Pink 3.5g, Long-Lasting Color with Moisturizing Formula, Highly Pigmented Full Coverage Lip Color” diventa : “Lasting Finish Lipstick 286 Hot Pink 3.5g”. Informazioni come “Long-Lasting Color”, “Moisturizing Formula” o “Full Coverage Lip Color” vengono spostate negli Item Highlights.
L’urgenza operativa nasce dalla compliance: i listing che non rispettano le nuove regole rischiano di avere titoli generati automaticamente. Questo può influenzare visibilità, comunicazione del brand e conversione, perché il marchio perde controllo su uno dei campi più rilevanti della scheda prodotto.
Perché titoli più brevi riequilibrano SEO e conversione
I titoli su Amazon svolgono più funzioni contemporaneamente: supportano la ricerca, descrivono il prodotto, comunicano le varianti e influenzano il click. Pertanto, con soli 75 caratteri a disposizione, ogni parola deve avere un ruolo preciso.
Il titolo diventa lo spazio in cui comunicare le informazioni più importanti
Brand, tipologia di prodotto, variante, dimensione, colore o compatibilità dovrebbero restare nel titolo solo se sono davvero rilevanti per la ricerca e la decisione d’acquisto. Tutto ciò che non è funzionale a questo scopo dovrebbe essere spostato negli Item Highlights, nei bullet point, nell’A+ o nel backend.
Per i brand, l’ottimizzazione dei titoli assume un focus minore di scrittura e diventa un processo di prioritizzazione. Non basta più accorciare meccanicamente i titoli esistenti: un titolo può essere conforme ma non performare se viene eliminato l’elemento differenziante più importante.
La strategia keyword deve essere redistribuita
La logica del keyword stuffing non funzionerà più con soli 75 caratteri. Le keywords rilevanti non devono sparire, ma essere redistribuite in altri campi, senza compromettere la leggibilità.
Item Highlights diventa quindi un campo centrale per questa redistribuzione: un elemento strutturato di SEO e conversione, che integra keyword rilevanti e informazioni solo quando specifiche del prodotto e utili per lo shopper.
La chiarezza pesa di più sulla conversione
Titoli più brevi possono anche rappresentare un vantaggio. Su mobile, i titoli sovraccarichi sono difficili da leggere. Un titolo chiaro e preciso può migliorare il riconoscimento del prodotto e ridurre la frizione nei risultati di ricerca.
Il rischio nasce quando i brand accorciano senza metodo. Se vengono rimosse informazioni essenziali, cala la comprensione del prodotto. Se le keyword vengono spostate senza logica, la rilevanza organica può risentirne. Le nuove linee guida spingono verso una migliore architettura informativa del listing.
Come spostare le keywords in Item Highlights e negli altri campi del listing
Il primo step consiste nel condurre un audit completo dei titoli. I brand dovrebbero analizzare tutti i titoli esistenti per lunghezza, struttura, uso delle keyword e rischio di non conformità. La priorità dovrebbe essere data ai prodotti bestseller, a quelli con investimento media, agli articoli stagionali e ai listing con forte traffico organico.
Un audit pratico risponde a quattro domande:
- Quali titoli superano i 75 caratteri.
- Quali informazioni sono indispensabili per riconoscimento del prodotto e conversione.
- Quali keyword possono essere spostate negli Item Highlights o in altri campi.
- Quali listing presentano il rischio maggiore nel caso in cui Amazon sostituisca automaticamente il titolo.
Successivamente si passa alla ristrutturazione del titolo. Una possibile struttura è: brand + tipo di prodotto + variante + attributo chiave + dimensione. La formula deve essere adattata alla categoria. Nel beauty, colore, finish e contenuto possono essere centrali. Nell’elettronica, modello, compatibilità e specifiche tecniche possono pesare di più. Nel FMCG, invece, formato, gusto o utilizzo possono essere prioritari.
Item Highlights dovrebbero raccogliere le informazioni che completano il titolo: benefit di prodotto, keyword secondarie, materiali, casi d’uso o attributi differenzianti senza trasformarsi in una lista di keyword. Deve essere leggibile e utile per il cliente.
Un workflow efficace include:
- Ridurre il titolo a un massimo di 75 caratteri.
- Valutare i termini rimossi in base alla rilevanza.
- Spostare le keyword ad alto valore negli Item Highlights.
- Verificare coerenza di bullet point e Contenuto A+.
- Controllare backend keyword e logica delle variazioni.
- Prioritizzare le modifiche in base a categoria, potenziale di fatturato e rischio.
Rollout operativo: dalla compliance alla performance
Per cataloghi ampi, l’adozione delle nuove linee guida rappresenta una sfida. Aggiornare pochi listing manualmente è gestibile, mentre aggiornare centinaia o migliaia di ASIN richiede un processo strutturato.
Per prima cosa, i brand dovrebbero creare gruppi di priorità. Il Gruppo 1 include prodotti ad alto fatturato e listing supportati da investimenti media. Il Gruppo 2 comprende prodotti con forte visibilità organica. Il Gruppo 3 include varianti con rischio più basso.
Successivamente, si passa alla definizione delle guideline per categoria: un’unica struttura non funziona per tutte le categorie. Ogni tipologia di prodotto richiede infatti un approccio diverso, con informazioni obbligatorie e opzionali e termini da escludere.
Anche il controllo qualità è decisivo. I titoli non devono solo stare sotto i 75 caratteri: devono essere leggibili, coerenti con il brand, rilevanti per la ricerca e conformi. Il campo di Item Highlights deve riprendere in modo sensato i termini rimossi, senza perdere significato.
Il monitoring dovrebbe includere almeno quattro metriche:
- Visibilità organica su keyword prioritarie
- CTR nei risultati di ricerca
- Conversion rate sulle pagine dettaglio prodotto
- Performance delle Sponsored Ads sugli ASIN coinvolti
In questo modo, un aggiornamento di linee guida diventa una vera strategia orientata alla performance.
Remdash come soluzione per questo cambiamento
Le nuove linee guida devono essere applicate in breve tempo: i brand sono chiamati ad analizzare i titoli esistenti, crearne di nuovi, verificare quali keywords vengono rimosse e popolare correttamente gli Item Highlights. In questo contesto, il supporto di un tool come Remdash diventa fondamentale.
Remdash integra infatti i nuovi campi necessari per aiutare i team a lavorare in modo più efficiente, preservando i vecchi titoli e facilitando la creazione di quelli nuovi.
Per i team content, questo significa avere maggiore controllo sul processo. Grazie a Remdash, è possibile verificare facilmente quali informazioni sono state rimosse dal titolo precedente, quali informazioni sono stati trasferite negli Item Highlights e se il nuovo titolo mantiene le caratteristiche SEO più importanti.
Per i brand, questa trasparenza è particolarmente rilevante. Molte organizzazioni lavorano su più mercati, categorie e stakeholder. Senza un workflow strutturato, aumentano il rischio di incoerenze, lavoro duplicato e rischi di compliance. Con il giusto processo, invece, l’ottimizzazione dei titoli può essere affrontata senza perdere qualità.
Silvia Vicini, Senior Content Manager di Remazing, sintetizza la sfida con precisione: i brand devono catturare l’attenzione in poche parole, altrimenti rischiano di perdere visibilità. L’opportunità è rendere i listing non solo conformi, ma anche più chiari, più precisi e più orientati all’utente.
FAQ
Cosa cambia?
Amazon riduce la lunghezza dei titoli a 75 caratteri. Le informazioni aggiuntive vengono inserite nel nuovo campo “Item Highlights”, che consente di aggiungere fino a 125 caratteri.
Perché le nuove linee guida sono rilevanti per i brand?
Perché influenzano la visibilità, la ricerca e conversione. Inoltre, i listing non conformi possono essere modificati automaticamente, riducendo il controllo del brand.
Quali keyword devono essere inserite negli Item Highlights?
Le keyword che non rientrano nel titolo da 75 caratteri, ma restano rilevanti per ricerca e comprensione del prodotto, dovrebbero essere spostate negli Item Highlights o in altri campi del listing.
Qual è il primo step da intraprendere?
I brand dovrebbero partire da un audit dei titoli, identificare gli ASIN prioritari, definire un template per categoria e successivamente spostare sistematicamente le keywords negli Item Highlights.
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